Le Lenticchie di Santo Stefano di Sessanio

 

1761_0

lent1

 

Slow-food2

E’ piccola e molto saporita: una minuscola lenticchia di pochi millimetri di diametro, globosa e di colore scuro, marrone-violaceo. Cresce oltre i mille metri di altitudine solo sulle pendici del Gran Sasso, nei territori incontaminati del Parco Nazionale. Alcune coltivazioni si spingono fino a 1600 metri, ma è intorno ai 1200 che danno i risultati migliori. Per le loro piccolissime dimensioni e l’estrema permeabilità, le lenticchie di Santo Stefano di Sessanio non hanno bisogno di alcun ammollo preliminare. Sono straordinariamente saporite e il modo migliore per apprezzarle è una zuppa molto semplice: bisogna coprirle con acqua e aggiungere spicchi d’aglio scamiciati, qualche foglia di alloro, sale, olio extravergine e portare quindi a leggera ebollizione, a pentola chiusa.
Non si tratta di una lenticchia qualsiasi ma di un biotipo preciso selezionatosi in questa zona da tempi immemori. Basti pensare che le coltivazioni di legumi, e in particolare di lenticchie, in questa zona dell’Aquilano sono già citate in documenti monastici dell’anno 998. Qui ha trovato un habitat ideale, fatto di inverni lunghi e rigidi – al termine dei quali, alla fine di marzo, si seminano le lenticchie – e di primavere brevi e fresche. I terreni poveri di montagna (calcarei) sono perfetti per le lenticchie, che non richiedono nemmeno grandi concimazioni. Diventano invece legumi impegnativi al momento della raccolta, che avviene tra la fine di luglio e la fine di agosto. Le lenticchie maturano in modo scalare e anche in tempi diversi, secondo l’altitudine del campo. A volte trascorrono 15 giorni tra la falciatura, quasi sempre manuale, e la battitura: le piantine falciate, se lasciate sul campo – prima accumulate in piccoli covoni e poi ammassate sotto la protezione di un telo – nutrono comunque i semi portandoli a maturazione. Spesso non è possibile usare la mietitrebbia, perché i campi sono in zone impervie ma soprattutto perché i legumi si sviluppano vicino al terreno e con la raccolta meccanizzata le perdite potrebbero arrivare al 30-40% del raccolto. Insomma, la raccolta avviene ancora come mille anni fa ed è molto faticosa.

Presidio

I produttori sono in prevalenza anziani e perlopiù coltivano un poco di lenticchie per il consumo famigliare. Le quantità ottenute sono limitate e diminuiscono ogni anno, il tutto aggravato dal proliferare di un mercato di false lenticchie di Santo Stefano di Sessanio, che avvilisce i produttori locali.
Il Presidio, che sposa un progetto già avviato negli anni passati dal Parco Nazionale del Gran Sasso e dall’Arssa Regione Abruzzo, ha permesso di riunirli in un’associazione per arrivare a un’etichettatura e a un controllo del raccolto, al fine di garantire il consumatore da eventuali frodi. Ma soprattutto lavora per aumentare le coltivazioni, per offrire un’opportunità di sviluppo e una possibilità per i giovani di rimanere su un territorio straordinario

Area di produzione

Comuni di Santo Stefano di Sessanio e alcune aree dei comuni limitrofi (provincia di L’Aquila)

Presidio sostenuto da

Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga

Stagionalità

Le lenticchie di Santo Stefano di Sessanio si raccolgono nel mese di agosto, ma si consumano essiccate e quindi sono disponibili tutto l’anno.

 

Produttori all’interno di ‘Dalla terra al Territorio’

 

Ettore Ciarrocca
Santo Stefano di Sessanio (Aq)
Piazza Medicea, 13
Tel. 0862 89373
348 3309131
ettoreciarrocca@gmail.com

Rosa Ciarrocca
Santo Stefano di Sessanio (Aq)
Via Benedetta, 5
Tel. 0862 89679
335 6529016
lucacucchiella@gmail.com

Giulio Petronio
Castel del Monte (Aq)
Piazzale del Lago, 2
Tel. 0862 938107
333 5814030
bioformaggi.gransasso@gmail.com

Dante Santavicca
Barisciano (Aq)
Via Aldo Moro, 2
Tel. 0862 89420 – 347 6040425
stefanosantavicca@gmail.com

DATI : Fondazione Slow Food

Potrebbero interessarti anche...

2 Risposte

  1. A.C.A. scrive:

    Sì, Sì , ovviamente ma nel sito precisiamo quelli che sono contestualizzati con la nostra manifestazione e cioè i partecipanti all’esposizione del 5 e 6 dicembre.

  2. Sandro Angelone
    Navelli (Aq)
    Via del Commercio, 53
    Tel. 339 2806981
    sandro.angelone@email.com

    Tommaso Angelone
    Navelli (Aq)
    Via dei Mori, 5
    Tel. 339 6223456
    tommaso.angelone57@gmail.com

    Tommaso Cantalini
    Navelli (Aq)
    Via del Commercio, 3
    Tel. 338 3304194

    Giuliana Di Luzio
    Navelli (Aq)
    Via Fontevecchia, 5
    Tel. 338 5865607 / 339 7797235
    giuliana.diluzio@gmail.com

    Berardino Di Felice
    Navelli (Aq)
    Via Spiagge grandi, 26
    Tel. 329 6121814
    berardino.difelice@libero.it

    Agnese Di Iorio
    Civitaretenga (Aq)
    Via Cavour, 3
    Tel. 334 9038827
    gianfranco.napoleone@alice.it

    Mario Federico
    Navelli (Aq)
    Via Roma, 10
    Tel. 339 2806981

    Daniela Ippoliti
    Navelli (Aq)
    Via del Commercio, 43
    Tel. 0862 959418 / 329 6121295

    Maria Grazia Palmerio
    Navelli (Aq)
    Via del Commercio, 42
    Tel. 0862 959442

    Alfonso Papaoli
    Navelli (Aq)
    Via Spiagge piccole, 2
    Tel. 347 9331731
    info@papaolizafferano.com

    Luigi Petrucci
    Navelli (Aq)
    Via Pereto, 11
    Tel. 0862 959132

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: